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Ci ho rimesso tutti i rapporti sessuali che ho avuto. Non so perché lo faccio. Non sono tipo da politica, io, non mi pare proprio. [….] Sono lì che lo faccio con una, una qualsiasi. È quando comincio a venire. Che succede. Non sono Democratico. Manco vado a votare.
[…] Coprolalia è il termine ufficiale. Solo che quando comincio a venire e comincio anche a sbraitare non è offensivo, non è osceno, è sempre la stessa cosa, offensivo non direi. Direi che è solo strano. E incontrollato: “Vittoria per le Forze della Libertà Democratica!”. Solo più forte. Proprio se strillassi. In mondo incontrollabile. Non mi passa nemmeno per la testa finché non viene fuori e lo sento: “Vittoria per le Forze della Libertà Democratica!”. Solo più forte di così: VITTORIA…
Beh, le manda letteralmente fuori di testa, che ti credi? E così mi giro dall’altra parte e muoio dall’imbarazzo. Non so mai che dire. Che vuoi dire se hai appena gridato “Vittoria per le Forze della Libertà!” proprio mentre venivi?
Non Potete Neanche Immaginare
....il GIUBILEO DELLA MISSY!!

SE SIAMO PASSATI DALLA LOTTA ALLA LOTTERIA,
QUALCOSA DEVE ESSERCI SFUGGITO
IN QUESTI ANNI…
(Piero Pelù, 2008)
Grande protagonista del femminismo mondiale e grande icona sacrificale del proprio marito.
Contraddizioni di un’America che va avanti e torna indietro.
Ricordo Karol, che venne ad una cena accademica con un bellissimo gigolo californiano e nessuno osò fiatare. Uniche provinciali, io ed un’amica pisana, a guardarla così flemmatica e perfetta nel suo biondo fulgore da stella indiscussa. Alcuni professori in imbarazzo cedettero alla sua coerenza di donna in possesso del più potente portafoglio al mondo. Io e la mia amica cedemmo invece al rammarico di non aver alcun potere su quel gigolò. Nel parcheggio, una limousine li portò via sulle onde di un Pacifico al tramonto.
Segnalo qui un bellissimo post di TOPORIFIFI, che chiude così:
“Un blues è sempre per chi perde, non ha altro oggetto, salvo l'ironia amara che tiene legato il sorriso ad una terra da cui sta scomparendo.
La cantilena è vecchia e come un blues ritorna costantemente su pochi accordi, quando non ce n'è che uno.
La sua sofferenza invece è sempre nuova, sempre viva, popoli e uomini che si difendono, e il versare sangue della loro difesa è crimine, abominio, in faccia a chi occupa, a chi stermina, specialmente quando lo fa per ragioni umanitarie o per la democrazia”.
Vedete inoltre: www.salvaimonasteri.org
Saranno gli effetti anni '70,
saranno le ballerine,
sarà la musica,
sarà la voce....
Ma come muove lui....!!!
Non è più come QUI.
Quando vado a Palermo non ci penso più.
Sono cambiata io o Palermo mi stressa?
Prima guadagnavo e ora ci rimetto?
Oppure che non ho più la macchina nera ma grigio metallizzata?
Oppure che –furba- ho messo il navigatore e ho sentito:
“
“Ma per quale bellezza, per quale fulgida giovinezza bruciava d’amore? Cosa aveva visto in quell’uomo per sopportare di essere chiamata gladiatrice? Già da un bel po’ il suo Sergio aveva cominciato a radersi la barba (cioè aveva superato i quarant’anni) e a sperare il congedo per quel suo braccio rotto; per di più aveva tutta la faccia sfregiata, una grossa protuberanza in mezzo al naso, spelata dall’elmo, e un noioso malanno che gli faceva lacrimare di continuo gli occhi. Ma era un gladiatore! E ciò fa di costoro tanti Giacinti. Per questo lo ha preferito ai figli, alla patria, alla sorella e al marito! E il ferro che queste donne amano! Se il suo Sergio avesse ricevuto il bastone del congedo, le sarebbe parso immediatamente brutto…” (Giovenale, Satirae)
***TANTISSIMI AUGURI A TUTTI/E DALLA MISSY!!!****


...fondamentalmente, ho sempre visto una componente erotica nei Cure.
La Signorina Cettina
Vede chi entra chi esce chi mi citofona chi mi chiama dalla strada chi mi cerca e non mi trova. Quest’ultimo servizio giustifica tutto. Ne è consapevole perché lo esercita con particolare fierezza.
Mi dice: “Signorina Missy, l’ha cercata un uomo stamattina verso le
“Ah si, e chi era?”
“Ma che le posso dire, io non le so queste cose, coi nomi non ci faccio tanto … però è quello che è passato venerdì scorso e poi anche sabato”.
“Le ha detto qualcosa?”.
“Biii, sapissi. A me niente mi dicono. Io però gli ho detto che era uscita”.
“Ah grazie signorina Cettina”.
“Sicuramente ripassa, perché deve abitare da queste parti”.
MOTEL
Cosa ci fa una limousine affittata una notte nel parcheggio di un motel in Las Vegas.
Non si può credere che succedano tutte quelle cose dentro un motel finché non se ne vede uno.
Non si può credere a tutto quello che raccontano romanzi o film finché non dormi dentro un motel.
Per ogni camera una macchina corrispondente alle singole vite di questa notte bollente senza respiro in Nevada. La mappa itinerante di una umanità in perenne trasbordo: pump-mobile, Van familiari e vecchie utilitarie di coppie anziane. Lei sempre cotonata, anche nel 2007 d.C. La prima, la vidi in una stazione di servizio: viaggiavano in quattro. Incontro le due femmine dentro il gabinetto per donne. Si parlavano da un cesso all’altro. La bionda più rimessa diceva all’altra: oh lui mi fornisce tutti i soldi che mi servono per vivere. La seconda, un po’ più ordinaria, rispose che ciò era ok. I maschi giravano lenti tra gli scomparti dei muffin, aspettavano le signore e non si parlavano. Il proprietario del locale, un bianco sui 50, alto e magrissimo, aveva un cartello appeso alla cassa: “ Non abbiamo avuto altre alternative nella vita che vivere in questo posto e abbiamo speso tutti nostri averi per fare meglio che potevano e fornire un servizio onesto. Per favore, non distruggete questa unica fonte di vita che abbiamo”.
Il deserto intorno era chiaro e ocra, inaccessibile. Neanche un albero, laggiù, molto lontano dalla prima città.
Sono sicura che ora una di quelle vecchie siano arrivate qui a Las Vegas e abbiano parcheggiato accanto alla mia Mustang. Forse stanza accanto. Tanto alla fine, tutti qui arrivano. Dove devono andare. Ho sbagliato ad affittare una Mustang convertable: bellissima ma dura, rigida, ingestibile. Il tetto lo chiusi già dopo qualche miglia della 15 oltre L.A.
Sono le 3 del mattino. Ho fatto

SCENA: SELF-SERVICE DI UN GRANDE MUSEO a LOS ANGELES.
Siccome da queste parti è impegno ufficiale far finta che siamo tutti democratici e pervasi dallo spirito lucente dell’uguaglianza, impiegati, dirigenti, intellettuali e Vip, frequentano nella pausa pranzo questo luogo, insieme a operai, magazzinieri, guardiani, trasportatori e visitatori.
Ovvio che la fila diventi esageratamente lunga, dalle 12 alle 13. Ma siccome, come dicevo, l’importante è fare la parte e trasmettere chiaramente a tutti il concetto della pacifica condivisione di un sentimento democratico chiaro e tangibile, non esiste persona al mondo che cerchi per esempio di cavarsersela in qualche maniera. L’individualismo viene debitamente sotterrato in qualche luogo segreto del deposito interiore chiamato “pazienza” e per qualche lungo minuto si rimane tutti ad osservarsi di sbieco senza farsi vedere, sperando che la cosa comunque abbia una fine, perché sotto sotto anche gli Americani sono umani come noi.
La prima volta mi trovavo nella mia casa a Firenze. Fu come se il mio mondo siciliano, che pure tenevo in riguardo nella terra straniera, fosse precipitato all’inferno. La botta è botta, si sta male fisicamente, ci si attorciglia forte, non funziona niente.
Sconforto e nudità: ero fuori casa e la mia casa era diventata al centro del mondo, nella sua versione più aperta e lacerata. Non sapevo dove scappare dalla vergogna e dal pianto. La Sicilia mi perseguitava, eppure un indicibile amore dolcissimo per Lui, proprio perché “siciliano”, mi prendeva come una ninna nanna di consolazione e confidenza, come quando esausti ci si addormenta tra braccia materne.
La seconda volta ero invece in Sicilia e neanche me ne accorsi.

1. Per esempio che ho ritrovato le cose al loro posto.
Wild Oats è sempre sulla Montana Ave. e lì accanto la mia ex casetta giallo ocra in cartone ruvido ben disegnato e il giardino cosa importa sia curato adesso da altri.
Passo e faccio il giro con
Al cospetto di quello che ero stata, torno con il bonus di una carezza su di me.
L’età che cambia (o avanza?) si vede anche da queste cose: una volta, prima di partire, pensavo solo che stavo partendo e a nient’altro. Ora penso ai genitori, agli affetti, alla mia casa… E' come se al futuro si sia sostituito il passato.
Spero però di mandarvi qualche report "alla missy" da L.A. !! :-) Un bacio a tutti/e

Abbasso un po’ il volume… tengo accesa solo qualche spia e riprendo a lavorare…
Ho lasciato un paio di led a segnalarmi i vostri pensieri attraversare l’etere.
… è solo una pausa.
A presto.
“La tradizione letteraria rappresentata da Pausania (I 23, 2) e da Luciano (Imagines, 6) ci fa conoscere l’esistenza di una statua bronzea raffigurante l’Afrodite Sosandra ("che salva gli uomini"), realizzata nel decennio 470/460 a.C. da Calamide, uno dei grandi bronzisti dello stile cosiddetto "severo". La statua, dedicata da Callia, cognato di Cimone, all’ingresso dell’ Acropoli di Atene, aveva un sorriso «puro e venerando» ed era avvolta in un mantello «semplice e dignitoso», che le copriva anche la testa. Gli studiosi individuarono, fra le numerose repliche romane di originali greci, una serie di copie acefale di una statua panneggiata e tutta chiusa nel manto, cui ben si adattava, per stile e dimensioni, una serie di teste avvolte dallo himation in un primo momento identificate col ritratto di Aspasia, la favorita di Pericle. La felice scoperta, nel 1953, di una copia intera della statua, ora al
Ma noi interessa altro, in questo momento.
Di Roma baci le pietre, una ad una: è carne, sesso, forza, materia. Non sbagli, è tattile. Contrariamente. Di Torino sniffi atmosfera alcolica: femmina frontale col maschio dietro. Doppia anima luciferina: piazza regolare e colonna fallica replicata ossessiva mantrica rigida solida.
Uomini anziani alti snelli e scuri in cappotto di taglio dritto, ovali lunghi e occhi neri, nasi affilati, non una parola oltre. Mi sbaglio in continuazione.
I ghetti sono cose stranissime.

Hanno forma, odore e sapore: grandi cipolle piene di strati.
Da uno si passa all’altro e così via finché non si arriva al cuore della cipolla, la parte più puzzolente, più genuina, saporita e vera. Il luogo a temperatura calda in cui le strade diventano scure, più nere, più sporche.
Prima esperienza in tribunale davanti ad un Giudice di Pace.
Motivazione: un bollo auto che non volevo pagare perché la macchina era stata rottamata.

Arriva il giudice….
Il mio “doppio”, l’amico Topo-Shaman ha finalmente interpretato il Sogno.
Lui “sapeva” del mio viaggio nell’arte e nel potere: da Roma Imperiale al Papa.
E le enigmatiche parole della canzone che mi ero inventata in sogno, “Pictures of Caesar Cathedral”, finalmente ora hanno un senso:
“Ho dovuto rileggere il post una dozzina di volte, Beppe ci ha centrato un po' sulla grassezza, un dettaglio importante.
A pelle direi che è la botta dopo la visita romana.
La cattedrale di cesare è in una cantina dove i valori sono ribaltati, San Pietro è la prima chiesa cristiana che non è rivolta ad oriente bensì ad occidente, l'aria sinistra che aleggia in quelle sale ti ha impressionato e tu che sei libera e leggera spari fuori tutto in un sogno psicadelico dove canti a squarciagola la verità; "le immagini della cattedrale di Cesare".
Ma devo aggiungere un particolare.
Cosa successe quella sera dentro la Cappella Sistina?
Eravamo pochissimi, ognuno grande spazio a disposizione per pensare, guardare, star fermi. Un’occasione irripetibile, in quel luogo di turisti. Puro privilegio.
Fui colpita da un’immagine, in particolare.

Sulla quale rimasi fissa per lunghissimi minuti.
Poi giravo, guardavo altro, ma alla fine… tornavo sempre lì.
E stavo fissa.
Quel corpo nascosto, da stanza segreta, visibile come da occhio clandestino. La casa viva, di cose indicibili appena avvenute. Mi venne in mente fosse un amante, appena consumato. Un corpo caldo, ancora da letto disfatto. Sesso. Un amante che Michelangelo aveva appena lasciato, quella notte. Sul quale sarebbe ritornato.
Mi sono sentita come a spiar un desiderio indicibile.
Mi trovavo in un bellissimo palazzo, di quelli nobiliari, antichi, pieni di saloni e ricchezze.
Qualcuno, non so chi, mi guida per gli ambienti.
Quasi subito vengo accompagnata alle sale segrete sotterranee. Scendo lungo scale tortuose e larghe, mi ritrovo dentro un salone enorme dall’atmosfera grigia.
Sulla parete di fondo, scorgo tante statue e gruppi scultorei di Michelangelo. Il Crepuscolo, l’Aurora, il Mosè, lo Schiavo Morente e tante altre.
Tutte erano sistemate dentro nicchie, edicole, come in un collage da un libro di storia dell’arte riunite insieme dentro una stessa configurazione che ricordava un po’ la Tomba di Giulo II o le Cappelle Medicee.
All’improvviso queste statue hanno cominciato a muoversi. Si sono alzate e si spostavano le une con le altre, scambiandosi di posto. Vedevo le loro forme enormi, che mi apparivano persino grasse. Ed erano lente, un po’ pesanti nei movimenti. Non capivo cosa volessero fare, ma sembrava che lo sapessero molto bene.
Questo continuo ondeggiare di statue durò a lungo e io fui sopraffatta da una sensazione.
Dissi quindi alla persona che era con me: “Ma sono tristi?”
“No” mi rispose “vedrai che quando si fermano tornano contente”.
All’improvviso, ognuna di esse scelse un posto. L’Aurora scambiò il suo con il Crepuscolo, e così via. Si adagiarono nuovamente nelle nuove postazioni, che non erano quelle originarie e si fermarono in posa statuaria. Tutto apparve fisso di nuovo.
Ma una musica bellissima risuonava per la stanza e un coro aleggiava per l’aria:
“Pictures of the Caesar Cathedral.... Pictures of the Caesar Cathedral....Pictures of the Caesar Cathedral... Pictures of the Caesar Cathedral...“ .
E' NATALE!
La Missy non può sottrarsi all’appuntamento con gli auguri più cult degli ultimi anni: ***QUI!*** …una cartolina che è passata alla storia di questo blog!
E per farvi sentire ulteriormente quanto io tenga alla vostra felicità, ecco il mio regalo per voi: il PLAYBOY BASKET!
Contents:
Tantric Breeze Massage Oil (8 floz)
Wax Bead Scented Candle
Tantric Sex DVD (Teaching the art of Tantric Sex)
16oz Kamsutra Honey Dust (Complete with tickler, edible & sensuous)
Venus Butterfly (A famous toy for women, soft pink stimulator with adjustable straps)
Pocket Rocket Vibrator
Lotion D.Amoir (edible warming Oil)
Sweet Smelling Incense
Sexy 2 piece lingerie (one size fits most 95-175lbs)
AUGURIIII!!
Una mia amica, fotografa di un quotidiano siciliano, quando va in questura per fare un servizio su una retata, viene additata così dalle mogli disperate:
“Talìa a chìssa, a’ bottana!”.
La prima volta ridevo, mi sembrava un po’ tutto un po’ paradossale.
La seconda volta, tentai di declinare l’invito perché nel frattempo avevo inteso quanto fosse importante per loro e non volevo inquinare con la mia scettica presenza. Quell’anno, il viennese ed europeo Heinz mandò la famosa mail collettiva a sostegno dei milioni di tacchini scannati. Lui rimase solo in casa, io festeggiai a casa di Catie, di origine greca.

1. Non faccio altro che pensare al sesso, come lo farei, con chi e come lo prenderei. Penso costantemente al sesso quando guido per questi lunghissimi 200 km di autostrada rettilinea nel deserto siciliano. E ci penso intensamente, in dettaglio, per posizioni, forma e durata: mille configurazioni si piantano davanti a questo parabrezza. Se un satellite seguisse i miei spostamenti, vedrebbe una formichina nera fare un traiettoria rettilinea molto lunga e dentro quel puntino nero c’è tutto il terracqueo del sesso concentrato possibile e immaginabile.

Scopro progressivamente sempre più segreti sulla vita di mio zio Totò.
-Hai idea cosa voglia dire per un bambino di 6 anni riempire dieci pagine di quaderno con numeri progressivi di 2, fino a 1000?
- Vi chiedeva questo, mio zio?
-Sì! Prova ad immaginare: 2,4,6, 8, 10, 12…. e così via, fino a 1000, che poi alla fine spuntava 999, oppure peggio ancora 1001. E dovevamo tornare indietro su tutte le pagine a trovar l’errore.
- Un pazzo era!
- E se non si trovava l’errore erano legnate. Sai… tuo zio, hai visto le sue mai? Grandi, molto grandi, lunghe e magre. E poi alto, altissimo… anche ora che ha quasi 90 anni è un uomo molto alto! Per un bambino, immagina, era come un gigante. Ogni tanto lo vedo che gira ancora con la sua vecchia Giulia Super. La tiene d’incanto.
C’è un certo George che mi perseguita. Credo sia a caccia grossa di ragazze. Mi dice di essere di origine greca e forse cerca un contatto genetico con me.
Fiutarsi come animali nella cultura della plastica ha qualcosa di drammaticamente romantico. Il problema per lui è che io non sono ancora pronta per tale atmosfera; quindi osservo, ascolto, registro e –soprattutto- lo guardo con immenso stupore.
George è alto, biondo, fisico da palestra e occhi azzurri. Un bambolo di plastica. Braccia solide monolitiche sotto la giacca blu e torace compatto che arriva sempre un secondo prima della testa.
Mi accompagna al caffè –il nostro primo caffè- e mi confessa subito di provare un sentimento profondo nei miei riguardi. Mi parla di amore e futuro. Continua a configurarmi parentele geneticamente modificate per arrivare ad un punto di incontro. Successivamente, elenca carte di credito e buone relazioni sociali. Ogni tanto riprende un discorso su qualche nonna di Kos , ma mi accorgo che non conosce la geografia del Mediterraneo perché alla frase successiva questa nonna di Kos sembra naufragata a Naxos che secondo lui si trova di fronte all’Albania.