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mercoledì, 20 aprile 2005

Le Puntute
 
Oltre agli uomini puntuti, esistono anche le donne puntute. Io le riconosco da lontano. Ma non si trovano dentro le stanze degli uffici, stanno fuori, camminano in piazza duomo, oppure passeggiano davanti ai negozi di via Roma.
 
A differenza dei puntuti, le donne puntute non hanno alcuno scopo sessuale. Inoltre, la loro puntura non è estemporanea, ma inizia da molto lontano. Sono, infatti, donne dedicate al “programma” sin dalle prime mestruazioni. Hanno capito immediatamente come funziona quello strano metabolismo e decidono che di lì, per esempio, a circa 10 anni, devono avere tutto: il marito giusto, la posizione sociale più alta, il circolo garantito, la casa fatta in quel modo, due bambini zitti e mosca, un paio di credit card ad uso personale (anche se per le puntute siciliane ciò non è determinante, in quanto l’uomo viene prima di tutto).
Per arrivare allo scopo, usano la mimetica: non è facile distinguerle, tra sorrisi gentili, modi di fare morbido, delicatezze dell’abito e profumi. La puntutaggine è celata dal dall’aspetto gentile e conoscono a memoria come il catechismo ogni tecnica suggerita da Marie Claire, insieme ai sani consigli di qualche vecchia zia di paese.  
 
Sono grandi massaie: sanno rigirare un uomo come un calzino che neanche se ne accorge. Gli sistemano tutta la vita, ordinano cassetti e spolverano ogni legame vecchio del marito col proprio passato. Fanno piazza pulita di accessori inutili e gli fanno credere di esser nati nell’esatto momento in cui le hanno conosciute.
Io le vedo: sono donne soddisfatte e felici. Me ne accorgo dallo sguardo, che sono puntute: uno sguardo che, dovendo stare sempre nascosto, va esposto solo in determinate circostanze, per esempio contro donne come me, capitate per caso -ignare- nel loro salotto ad una cena di amici comuni. Posizionano il radar e il sonar. Un bip cattivo e fedele le avverte all’istante, e mentre servono dolci tartine preparate con le loro manine delicate, ti fulminano di sbieco mentre ti passano il vassoio colmo di veleno sotto il naso.
Ma io non sono soddisfatta e felice come loro. Se solo sapessero, eviterebbero questo spreco di schizzo malefico, se lo conserverebbero per altre determinate puntute, ché ce ne sono migliaia, tutte pronte a poterle sostituire in un nanosecondo.  
Sicché capita sempre che la donna puntuta venga punta da altra donna puntuta. Non oso immaginare la ferocia della lotta, la segretezza delle armi, la follia strategica, la logica contorta e raffinata della guerra senza sangue, tipica del mondo femminile. Di fatto, l’uomo della puntuta non se ne accorgerà mai. Il suo mondo è stato rigirato ancora una volta come un calzino, ma se c’era, lui dormiva.
 
Io avvertii, tempo fa, l’amico Iano.
Gli dissi: “Iano caro, stai attento a Giovannella. Una col nome così buono non mi piace”.
Lui però aveva deciso che era tempo di metter su famiglia. Lei cercava uno con cui mettere su famiglia, e così avvenne che il povero Iano lo perdemmo.
Ora li vedo, talvolta, passeggiare insieme il sabato sera coi bambini.
 
E’ capitato ieri che io prendevo la mia macchina e andavo di corsa sui tacchi, la borsa aperta, il telefonino all’orecchio, le chiavi nell’altra mano, una fretta veloce perché ero tardi ad un appuntamento leggero. Li incrocio sulla strada. Lui è lento, ingrassato. Lei splendida, puntutissima imperterrita trionfale dominante raggiante cotonata tettuta con il completino rosa.
Io odio il rosa e davvero avrei evitato di fermarmi. Ma Iano mi sorride come un orsacchiotto amichevole cui hanno tolto il pelo per il troppo strapazzo.
Missy, gggioia, ma allora non eri sparita”mi fa avanzando di un passo rispetto alla moglie puntuta. Che tenerezza quel moto di indipendenza!
Oh ciao Iano, come stai... come state, come sono cresciuti i picciriddi, ma quale sparita, no, sempre qua sono rimasta” vado veloce, dico una cosa a lui e una alla famiglia, non si sa mai qualcuno si offenda, qui mica si scherza.
Mi avevano detto che eri all’estero
No, no, qui sono. Beh ogni tanto parto, ma poi torno” cerco di esser simpatetica col il loro stile di vita e mantengo un rigoroso low profile.
Sempre una pazza sei”, quel vecchio intendersi dal passato sta fuoriuscendo e ciò non va assolutamente bene.
Veramente sei tu che sei sparito” una di quelle frasi che quando le dici è già troppo tardi. Mi fermo in un immobilismo terrificato. Sto toccando il tasto sbagliato proprio nel momento in cui la puntuta, avendo smesso di far finta di vedere quella vetrina, è costretta all’avvicinamento minaccioso non più rinviabile.
 
Mi cadono le chiavi della macchina, mentre mi arriva un sms: guardo il messaggio ma devo parlare a Iano; la puntuta avanza decisa e fa tic tac sul selciato, i bambini tirano la giacca del papà imbalsamato con un sorriso che va da qui a lì di fronte alla mia faccia, e io devo dare un puffo al più piccolo, è doveroso esser gentili coi bambini altrimenti dicono che siccome io non ho figli non amo i bambini, e tutti sappiamo che non è vero, quindi mi affetto un po’ la faccia e faccio una smorfia che non riesce bene infatti il bambino più piccolo si mette a piangere nell’esatto momento in cui mi vibra il telefono e io guardo il numero è proprio lui accidenti come faccio ora devo rispondere ma la puntuta è cattiva mi guarda invidiosa queste cose le donne le sentono e io ho le scarpe di sergio rossi comprate fuori che lei qui in città non le trova neanche a morire e quello mi continua a vibrare nella mano ma Iano mi sorride da vecchio amico, sono in questo momento per lui una finestra sul suo passato luminoso non posso deluderlo del resto gli amici sono amici anche nella disgrazia.
Il picciriddu non smette di piangere nelle mani del babbo; la puntuta gli tira via il polso e come per magia, risucchiato dalle mani della mamma, il bambino tace.
Tutto si acquieta. Il mio telefonino smette la vibrazione peccaminosa, Iano mi saluta, la famiglia si dilegua, la strada si svuota e io rimango con tutto questo movimento che sono stanca morta ancora prima di partire per la mia serata.
Missy.
 
P.S.: cercasi foto di Puntuta, grazie.

Postato da: missy_ a 18:34 | link | commenti (72) |

giovedì, 14 aprile 2005

Nìura Sugnu....

… una Ferrari senza benzina, una gatta senza tetto, un pallone senza calciatori, una farfalla senza primavera, una pantera senza il nero, una gallina senza coccode’, una Missy senza gioia.
Lavoro, lavoro, lavoro… e questa luce che sta scoppiando fuori dal mio studio pieno di carte e foto di cose vecchie. Tra un po’ rughe megagalattiche si impossesseranno di me, e saranno tutte con l’odiosa curva in giù.  
Istinto di evasione potentissimo...pericolosissimo, quasi epocale.
Saluto tutti mentre lo trattengo ancora (questa è una battaglia feroce!).
 

Postato da: missy_ a 19:07 | link | commenti (36) |

giovedì, 07 aprile 2005

ROMA AL CENTRO DEL POTERE

 

Ho un solo pensiero intellettuale sul quale mi ostino a mantenere il più riservato copyright.

 

Credo di averne parlato solo con GRM. Non si tratta di politica. Neanche di ideologia o religione.

 

Chiamiamole…coincidenze. Anche se, di questa portata millenaria, non lo sono mai...

Postato da: missy_ a 23:00 | link | commenti (18) |