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domenica, 26 giugno 2005

Anticipazione
 
L’amico GIAN RUGGERO MANZONI (link a lato) ha consegnato alla casa editrice Diabasis le bozze per la stampa del suo nuovo romanzo LA BANDA DELLA CROCE, vicenda tratta da un fatto, violentissimo e sconcertante, realmente accaduto nella Germania postbellica, del quale ben poco si sa e ancora secretato dai Servizi Segreti di quella nazione, nonché dai Servizi USA e inglesi. L'uscita, programmata a giugno, slitterà di una ventina di giorni, “il tutto dovuto a questioni riguardanti il contenuto oltremodo 'scottante' del libro. Contenuto che infine è stato accettato in toto dalle Edizioni Diabasis, anche a seguito della [sua, dell’autore] tenacia. Dopo nove anni di attesa, finalmente potrete leggere quello che mai avete visto scrivere. LA BANDA DELLA CROCE, Ed. Diabasis, distribuzione, a livello nazionale, Dehoniane. Per chi facile alla poltrona, lo si può ordinare anche via internet presso il sito DIABASIS”.
 
Conosco GRM da tempo, ormai. Probabilmente ci siamo conosciuti già in altre volte senza saperlo, perdendo la memoria dei fatti e dei luoghi, entità del tutto irrilevanti, in certi casi forti come il nostro. GRM è troppo complesso per esser descritto. Alterna slanci di santità a precipitazioni di peccato. Intellettuale raffinatissimo, per leggerlo bisogna avere accanto almeno tre enciclopedie tematiche. E’ uno degli ultimi rappresentanti del romanzo storico, genere che in Italia è naufragato da tempo in quello che possiamo definire il format- favolette alla Manfredi dove, sezionando una parte del testo, non cambia niente. E invece la storia è intreccio di elementi indissolvibili, di trame concatenate, di complessità ideologiche e di azioni umane dal gusto acre e spesso devastante. Non sono favolette, sono incisioni nel tempo.
GRM, al di là di quello che potrebbe essere il suo pensiero politico, più o meno condivisibile, è scrittore che prima di scrivere una cosa, la mangia per sentirne il sapore. 
LA BANDA DELLA CROCE è per chi sa reggere cattive rughe senza lifting. Ve lo consiglio.

Postato da: missy_ a 18:14 | link | commenti (76) |

giovedì, 23 giugno 2005

Ho sempre pensato che chi visita il mio blog sia persona speciale. Non perché viene dalla Missy, ma per la personalità che contraddistingue ogni singolo visitatore di questo spazio.

Dopo due anni di blog, è facile arrivare a queste riflessioni: capire cosa si è tratto da questa nuova forma di comunicazione, disegnare l’identikit di questo nuovo circolo di “amicizie”, capire che aria si respira nel proprio salotto e i motivi che ci spingono alla visita reciproca.
Quello che ho raccolto nella mia esperienza è: gli amici che visitano il mo blog sono persone che non avrei alcuna difficoltà a frequentare nella vita reale. Quasi tutti giocherelloni, ironici, stronzetti con la Missy, adulatori sornioni, amiche complici e “bottane” più di me, cartografi, scrittori, ingegneri, restauratori, economisti, artisti, matti, sognatori, viaggiatori e sceneggiatori, inguaribili romanticoni camuffati dietro linguaggio da killer, o dolci ragazze col cuore in mano che fanno le dure, curiosi guardoni e curiosi navigatori, tutti col senso dell’ironia e della dissacrazione…quella cosa che mi attira sempre.

Il blog opera una specie di selezione elettiva naturale. Io frequento un pub in una piazzetta vicino casa mia: è affollatissimo, c’è di tutto, ma tra le centinaia di persone, vibra sotterranea una matrice di riconoscimento che ci seleziona in poche decine di aficionados, quelli che poi ci si ritrova alle tre di notte in un crescendo di musica ed alcol per stringerci in un sorriso di intesa, anche senza più parlare.
Quella matrice ci fa tornare sullo stesso luogo a cercarci e vedere che aria tira.


E adesso, nei vostri commenti, riconosco quella tipica matrice complice e le sensibilità tutte diverse e comuni allo stesso tempo.

Nell’ultimo caso, tutti avete colto il delitto di hybris che avrebbe macchiato la Missy, se avesse continuato su quel filone. Avete capito quello che non avevo neanche detto. Non sono sottigliezze, cose da tutti i giorni. sono delicatezze e sensibilità vere, oltre che manifestare una profonda cultura delle cose.

GRAZIE A TUTTI/E, QUINDI!

Missy

Postato da: missy_ a 10:14 | link | commenti (44) |

domenica, 19 giugno 2005

L’ESEMPIO.
 
Questa volta la Missy si fa umilmente da parte e presenta, doverosamente, uno dei propri Maestri, attraverso un passaggio di quella che è stata forse l’opera più determinante nella propria formazione: Carl Robert, Archaeologische Hermeneutik, Berlin 1919.
 
Dal primo capitolo “Vedere. Disegnare. Descrivere”, ecco un esempio illuminante:
Il Discobolo di Mirone.
 
“Modello ineguagliato della descrizione di una statua resta quella del Discobolo di Mirone data da Luciano [Luc., Philops, 18]; egli definisce “chi lancia il disco” come “colui che piegato nella posizione del lancio si volge verso la mano reggente il disco, che curva gradatamente una gamba, che però evidentemente si raddrizzerà insieme col lancio”. Nel testo greco tutto ciò è detto in modo molto più pregnante. Luciano adopera per la sua descrizione soltanto ventidue parole, mentre la traduzione [s’intende tedesca] ne ha richieste trentasei. In quest’unica preposizione è espresso tutto: il tema, la posizione dei piedi, l’atteggiamento del corpo, la torsione all’indietro della testa, la funzione della braccia; ed anzi più ancora: dalle parole si colgono altresì la posizione precedente e la seguente di questa statua, che come nessun’altra è concepita e sa rendere la dimensione dell’attimo”.
 
 
 
Si conclude così la divertente passeggiata nell’antichità, ponendo, con questa pagina, un sigillo di serietà sull’intera faccenda (…rischiavo, in caso contrario, l’irritazione degli Dèi, le uniche entità che profondamente temo).

Postato da: missy_ a 17:07 | link | commenti (36) |

mercoledì, 15 giugno 2005

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
****COMUNICATO PER QUELLI CHE SI STANNO SPACCIANDO PER ME****
(EVIDENTEMENTE “
PRELUDIO ALLA DUREZZA” STA IRRITANDO DI INVIDIA
CHI NON SA SCRIVERE UN PEZZO SULL'ARTE)

A DIAMONDS,
che mi scrive al commento n. 61 del mio post di sotto “PRELUDIO ALLA DUREZZA” così: “15 Giugno 2005 - 00:57. sei tu la giornalista free lanch che scrive su la republica di Palermo e me l'ha confessato mentre dal suo call center durante il secondo lavoro prendeva le mie cordinate per rendere operative le mie scelte in tema di opzioni sul servizio quattro star?(ehy missy,dove stai andando con quel fucile?)”
 
RISPONDO:
Mi sono stancata con questa storia che io sarei la giornalista free LANCE (not lanch!) di Repubblica (v. anche COMMENTO N.28, della cartografa cf25302015 “Io di questa statua avevo letto sul Venerdì di Repubblica un pezzo da parte di Concita De Gregorio. l'articolo mi era piaciuto e l'avevo spedito, anzi, scannerizzato per Sicilia-cartografa che so che andrà in sicilia in Agosto. che coincidenze!”  Ma con Cartografa ci siamo spiegate subito e abbiamo capito si tratta di una coincidenza).
 
DIAMONS, se la giornalista, come dici tu, te "lo ha confessato" (addirittura!!!), dille immediatamente di togliersi dalle palle e di lasciarmi in pace. E DILLE PURE CHE SE LEGGO UNA SOLA RIGA COPIATA DAL MIO BLOG, MI INCAZZO CHE LA META' BASTA. Qui c'è gente che sa realmente chi sono. Io sono un tecnico delle cose che scrivo. Sono un'esperta. Quindi le denunce partono di diritto e di rovescio. Oltretutto questa Missy, che sarei io, ha tutti gli strumenti per rivoltare come un calzino anche la redazione di Repubblica, COSì COME HA GIA’ RIVOLTATO BEN E PIU’ NOBILI TEMPLI.
 
Sono intellettualmente e filosoficamente simpatetica con la natura “anarchica” e condivisibile di Internet, ma nessuno deve CONFESSARE CHE SAREI IO e prendersi meriti non suoi.
Ho sempre condiviso i miei pezzi, per esempio con l'amico Iannozzi di KING LEAR e Mauro Mirci di PAROLEDISICILIA, e attuaLmente questo pezzo è online su MARKELO UFFENWANKEN (tutti i links a lato). Ma tutti mi citano, come io citerei l'autore di qualsiasi pezzo che riporto da me.

QUESTO E' LO SPIRITO DI UN BLOG: LIBERO MA ONESTO.

E GIA' CHE STANNO SPECULANDO IN TROPPI, CON LIBRI E ANALISI SOCIOLOGICHE ASSURDE, SUL MONDO DEI BLOG.

Quanto a te, DIAMONDS, che parli di fucili: non ti conviene fare troppo la PUNTUTA, visto la fine che fanno le Puntute: QUI.
 
(Non ti permettere di usare questo tono con me).
 
MISSY-IENA.


 

Postato da: missy_ a 09:24 | link | commenti (82) |

giovedì, 09 giugno 2005

Preludio alla durezza.
 
L’altra sera, seduta ad un tavolino in piazza Duomo, sotto il primo fresco della notte, di fronte al Palazzo dell’Arcivescovado maestoso, bianco ed educato, uno dei tre amici coi quali prendevo un aperitivo mi chiede:
-          Conosci il kouros di Mothya ?
 
Parte così una delle più liriche spiegazioni sessuali sulla bellezza di un corpo maschile. Descrivo la bellissima scultura nei minimi dettagli, spiego quando fu trovata, il mistero che la avvolge, la seduzione velata della lunga tunica aderente, l’incongruenza storica della sua presenza in quel luogo e in quel contesto, la violenta sorpresa della scoperta, lo stordimento del mio professore che sviene, il mio annuale pellegrinaggio religioso sull’isoletta fenicia, i miei brevi  e intensi dialoghi col ragazzino, figlio del custode, che vive lì, tra vigne aride e dolci, voci di vento africano e pieghe di ombre su marmo lucente. Ricordo la prima volta che andai sull’isola. Passeggiavo con il mio amico del cuore. Era luglio di vento e caldo feroce. All’improvviso dissi: “Sergino, cos’è questo freddo? Sembra di morte”. Ci girammo e la necropoli era lì, ad un passo esatto.
 
Ma riprendo a descrivere la statua e mi soffermo sull’impronta del pollice sinistro lasciata sull’unica parte morbida e tenera di un corpo maschile atletico: il fianco posteriore.
 
Credo di aver fatto uno show tutto personale, perché non ho lesinato parole, aggettivi, entusiasmi, evocazioni, commenti personali. Poi, parlavo molto piano, lenta, un po’ naufraga tra le pieghe del lungo chitone quasi bagnato al corpo, immersa tra glutei e fianchi e con gli occhi ripercorrevo tutte le volte che mi ero già soffermata su quei due centimetri di tenerezza maschile nascosta, conosciuta solo a chi l’ha toccata dal vivo.
 
Ogni scultura ha questa virtù del tridimensionale: ferma lì per i nostri occhi, a farsi guardare infinite volte, adorare e persino sfiorare. Seppur in pietra, marmo o bronzo, hanno sempre qualcosa di indifeso, che muove il cuore e induce al sentimento, al rispetto e all’attrazione ad occhi chiusi e sospiro del tempo.
 
Uno dei tre amici fa palestra e si vede. Rimane colpito dall’enfasi che rivolgo verso la morbidezza di quella zona maschile, che io chiamo “preludio alla durezza”. Mi fa domande, vuole sapere esattamente qual è il punto che tanto mi attrae o che, in generale, può attrarre una donna.
Continuo ad indicare il mio fuoco di interesse, mi alzo dalla sedia, mi avvicino a lui, lo sfioro lievemente su una esatta zona del suo fianco posteriore; devo averlo preso giusto, quel punto, perché mi vibra sotto l’indice, e mentre lo presso lui mi guarda; capisco subito che la sua osservazione sta scivolando oltre i miei discorsi sulla maestria dello scultore e una sorta di educazione dell’ultimo minuto mi salva e mi trattiene dal continuare.
 
Non credo esista niente di più toccante e nobile della seduzione erotica di “periodo severo” (480-450 a.C.) perché coglie quel secondo esatto in cui la rigidità si unisce alla morbidezza e scivola verso il compiuto classico che non sarà mai più replicabile, se non cerebralmente.

Postato da: missy_ a 20:52 | link | commenti (65) |

mercoledì, 08 giugno 2005

Disturbi Notturni su Roma
 
Di tutta questa bellissima vacanza romana, una sola cosa mi ha disturbata: quei due faretti di surezza dell’Accademia di Spagna sul Gianicolo puntati dritti ad altezza uomo contro il Fontanone, che tanto abbagliano e tolgono la vista su Roma.
Specie alle due di notte.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La Soprintendenza dovrebbe provvedere con urgenza ed insegnare un po’ di garbo estetico agli stranieri.

Postato da: missy_ a 16:24 | link | commenti (16) |

domenica, 05 giugno 2005

Questo esercizio rimane temporaneamente sospeso.

Oppure, come si dice In Sicilia (proprio nel momento in cui si sta per andar via):

"Sto Tornando".

Missy.

Postato da: missy_ a 11:44 | link | commenti (18) |