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C’è un certo George che mi perseguita. Credo sia a caccia grossa di ragazze. Mi dice di essere di origine greca e forse cerca un contatto genetico con me.
Fiutarsi come animali nella cultura della plastica ha qualcosa di drammaticamente romantico. Il problema per lui è che io non sono ancora pronta per tale atmosfera; quindi osservo, ascolto, registro e –soprattutto- lo guardo con immenso stupore.
George è alto, biondo, fisico da palestra e occhi azzurri. Un bambolo di plastica. Braccia solide monolitiche sotto la giacca blu e torace compatto che arriva sempre un secondo prima della testa.
Mi accompagna al caffè –il nostro primo caffè- e mi confessa subito di provare un sentimento profondo nei miei riguardi. Mi parla di amore e futuro. Continua a configurarmi parentele geneticamente modificate per arrivare ad un punto di incontro. Successivamente, elenca carte di credito e buone relazioni sociali. Ogni tanto riprende un discorso su qualche nonna di Kos , ma mi accorgo che non conosce la geografia del Mediterraneo perché alla frase successiva questa nonna di Kos sembra naufragata a Naxos che secondo lui si trova di fronte all’Albania.
Pochi ricordano che 2 giorni prima dell’11 settembre venne ucciso Massud.
Pochi hanno speso riflessioni sul collegamento tra i due fatti.
Segnalo un’intervista a Massimo Fini, QUI.
E anche queste parole di Massud:
D: Dopo più di venti anni di combattimenti, qual è secondo lei la cosa più importante nella vita di un uomo?
R: La decisione. Credo che quando uno prende una decisione ed è determinato a portare a termine ciò che ha iniziato, tutto diviene più semplice e facile. Per esempio io ho combattuto i sovietici, ma per me non era importante vincere la guerra contro di loro. La mia decisione era stata quella di combattere i russi comunque, sia che noi vincessimo, perdessimo, sia che la lotta durasse dieci, venti anni o più […] Noi conosciamo il nostro nemico e la nostra decisione è resistergli.