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visitato *loading* volte
I ghetti sono cose stranissime.

Hanno forma, odore e sapore: grandi cipolle piene di strati.
Da uno si passa all’altro e così via finché non si arriva al cuore della cipolla, la parte più puzzolente, più genuina, saporita e vera. Il luogo a temperatura calda in cui le strade diventano scure, più nere, più sporche.
Prima esperienza in tribunale davanti ad un Giudice di Pace.
Motivazione: un bollo auto che non volevo pagare perché la macchina era stata rottamata.

Arriva il giudice….
Il mio “doppio”, l’amico Topo-Shaman ha finalmente interpretato il Sogno.
Lui “sapeva” del mio viaggio nell’arte e nel potere: da Roma Imperiale al Papa.
E le enigmatiche parole della canzone che mi ero inventata in sogno, “Pictures of Caesar Cathedral”, finalmente ora hanno un senso:
“Ho dovuto rileggere il post una dozzina di volte, Beppe ci ha centrato un po' sulla grassezza, un dettaglio importante.
A pelle direi che è la botta dopo la visita romana.
La cattedrale di cesare è in una cantina dove i valori sono ribaltati, San Pietro è la prima chiesa cristiana che non è rivolta ad oriente bensì ad occidente, l'aria sinistra che aleggia in quelle sale ti ha impressionato e tu che sei libera e leggera spari fuori tutto in un sogno psicadelico dove canti a squarciagola la verità; "le immagini della cattedrale di Cesare".
Ma devo aggiungere un particolare.
Cosa successe quella sera dentro la Cappella Sistina?
Eravamo pochissimi, ognuno grande spazio a disposizione per pensare, guardare, star fermi. Un’occasione irripetibile, in quel luogo di turisti. Puro privilegio.
Fui colpita da un’immagine, in particolare.

Sulla quale rimasi fissa per lunghissimi minuti.
Poi giravo, guardavo altro, ma alla fine… tornavo sempre lì.
E stavo fissa.
Quel corpo nascosto, da stanza segreta, visibile come da occhio clandestino. La casa viva, di cose indicibili appena avvenute. Mi venne in mente fosse un amante, appena consumato. Un corpo caldo, ancora da letto disfatto. Sesso. Un amante che Michelangelo aveva appena lasciato, quella notte. Sul quale sarebbe ritornato.
Mi sono sentita come a spiar un desiderio indicibile.
Mi trovavo in un bellissimo palazzo, di quelli nobiliari, antichi, pieni di saloni e ricchezze.
Qualcuno, non so chi, mi guida per gli ambienti.
Quasi subito vengo accompagnata alle sale segrete sotterranee. Scendo lungo scale tortuose e larghe, mi ritrovo dentro un salone enorme dall’atmosfera grigia.
Sulla parete di fondo, scorgo tante statue e gruppi scultorei di Michelangelo. Il Crepuscolo, l’Aurora, il Mosè, lo Schiavo Morente e tante altre.
Tutte erano sistemate dentro nicchie, edicole, come in un collage da un libro di storia dell’arte riunite insieme dentro una stessa configurazione che ricordava un po’ la Tomba di Giulo II o le Cappelle Medicee.
All’improvviso queste statue hanno cominciato a muoversi. Si sono alzate e si spostavano le une con le altre, scambiandosi di posto. Vedevo le loro forme enormi, che mi apparivano persino grasse. Ed erano lente, un po’ pesanti nei movimenti. Non capivo cosa volessero fare, ma sembrava che lo sapessero molto bene.
Questo continuo ondeggiare di statue durò a lungo e io fui sopraffatta da una sensazione.
Dissi quindi alla persona che era con me: “Ma sono tristi?”
“No” mi rispose “vedrai che quando si fermano tornano contente”.
All’improvviso, ognuna di esse scelse un posto. L’Aurora scambiò il suo con il Crepuscolo, e così via. Si adagiarono nuovamente nelle nuove postazioni, che non erano quelle originarie e si fermarono in posa statuaria. Tutto apparve fisso di nuovo.
Ma una musica bellissima risuonava per la stanza e un coro aleggiava per l’aria:
“Pictures of the Caesar Cathedral.... Pictures of the Caesar Cathedral....Pictures of the Caesar Cathedral... Pictures of the Caesar Cathedral...“ .