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La prima volta mi trovavo nella mia casa a Firenze. Fu come se il mio mondo siciliano, che pure tenevo in riguardo nella terra straniera, fosse precipitato all’inferno. La botta è botta, si sta male fisicamente, ci si attorciglia forte, non funziona niente.
Sconforto e nudità: ero fuori casa e la mia casa era diventata al centro del mondo, nella sua versione più aperta e lacerata. Non sapevo dove scappare dalla vergogna e dal pianto. La Sicilia mi perseguitava, eppure un indicibile amore dolcissimo per Lui, proprio perché “siciliano”, mi prendeva come una ninna nanna di consolazione e confidenza, come quando esausti ci si addormenta tra braccia materne.
La seconda volta ero invece in Sicilia e neanche me ne accorsi.

1. Per esempio che ho ritrovato le cose al loro posto.
Wild Oats è sempre sulla Montana Ave. e lì accanto la mia ex casetta giallo ocra in cartone ruvido ben disegnato e il giardino cosa importa sia curato adesso da altri.
Passo e faccio il giro con
Al cospetto di quello che ero stata, torno con il bonus di una carezza su di me.
L’età che cambia (o avanza?) si vede anche da queste cose: una volta, prima di partire, pensavo solo che stavo partendo e a nient’altro. Ora penso ai genitori, agli affetti, alla mia casa… E' come se al futuro si sia sostituito il passato.
Spero però di mandarvi qualche report "alla missy" da L.A. !! :-) Un bacio a tutti/e