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Non è più come QUI.
Quando vado a Palermo non ci penso più.
Sono cambiata io o Palermo mi stressa?
Prima guadagnavo e ora ci rimetto?
Oppure che non ho più la macchina nera ma grigio metallizzata?
Oppure che –furba- ho messo il navigatore e ho sentito:
“
“Ma per quale bellezza, per quale fulgida giovinezza bruciava d’amore? Cosa aveva visto in quell’uomo per sopportare di essere chiamata gladiatrice? Già da un bel po’ il suo Sergio aveva cominciato a radersi la barba (cioè aveva superato i quarant’anni) e a sperare il congedo per quel suo braccio rotto; per di più aveva tutta la faccia sfregiata, una grossa protuberanza in mezzo al naso, spelata dall’elmo, e un noioso malanno che gli faceva lacrimare di continuo gli occhi. Ma era un gladiatore! E ciò fa di costoro tanti Giacinti. Per questo lo ha preferito ai figli, alla patria, alla sorella e al marito! E il ferro che queste donne amano! Se il suo Sergio avesse ricevuto il bastone del congedo, le sarebbe parso immediatamente brutto…” (Giovenale, Satirae)